Cosa resterà di quegli anni ’80

Eh sì, era ora di pensionare il vecchio stereo anni ’80, ormai sconfinato nel vintage.

Quello strano oggetto sulla destra legge CD, USB, DVD, iPhone (…pare che nel tempo libero legga anche Dan Brown…). Tutto ciò non toglie che, oltre a Shakira e Rihanna, continuerà a suonare Spandau Ballet, Duran Duran, Pet Shop Boys… 😉

Grosso il vecchio, piccolo il nuovo… la prima immagine a venirmi in mente è stata questa, che finirà sicuramente nell’ album dei ricordi, ma è troppo scontata:

Ho provato ad inquadrare dal basso e ad usare il grandangolo per deformare gli oggetti, ma non è bastato a rendere la cosa interessante.
C’è anche la seccatura dei riflessi, che sono ovunque. Spengo la luce x cercare di ridurli (sì, questa immagine è scattata al buio: 20 secondi di esposizione 🙂 )

Mi serve davvero tutta l’ immagine?
Quali sono i particolari che rappresentano il cambiamento? Da un lato il nastro, dall’ altro la porta USB. Bene, allora li isolo, stringendo l’ inquadratura:

…sto ancora cercando l’inquadratura, l’immagine è tecnicamente pessima ma ci penserò dopo…

Per dire “vecchie cassette a nastro” mi basta dire “contagiri”.
Per dire “c’era una volta” mi basta dire “dolby NR”.
…quindi stringo ancora di più:

Sarebbe bello far entrare nell’ immagine anche “autoreverse”, tecnologia al tempo avveniristica 🙂 ma non si può aver tutto dalla vita…
Ho anche inclinato l’immagine, perchè le linee diagonali danno un’ impressione di dinamismo.

Vogliamo dare un colpo di bianco e nero, che non guasta mai? …perchè no?

C’è una cosa che mi urta molto, in questa immagine: “065”. Non ci siamo. E’ una foto che deve ricordare l’inizio degli anni ’80: il contagiri dev’essere coerente. “082” mi sembra più ragionevole 🙂
Ma, soprattutto, dev’essere “82 e mezzo”, perchè quel nastro -ora, proprio ora- si sta muovendo, è immobile ma si sta muovendo: è questa l’impressione che deve dare!

Dopo tutte queste elucubrazioni, stava sfuggendo una cosa banale: sul vecchio stereo c’è polvere. A occho nudo non si nota, ma in primo risalta fino all’ ultimo granello. Ci potrebbe stare, la si potrebbe spacciare per un simbolo di “oggetto vissuto”, ma l’ immagine finale mi sembra comunque sporca; niente di più facile, basta passare uno straccio.

Non sono un appassionato di fotoritocco, nè mi sorride l’idea di dover falsare troppo un’ immagine. Qui però non si scappa: il fatto che un’ oggetto sia chiaro e l’altro scuro mette l’accento sul contrasto tra i due, ma la finitura argentata è davvero troppo chiara rispetto al resto dell’ immagine, e non c’è modo di evitarlo. Gioco quindi sulla regolazione di ombre, luci e mezzitoni …andando più o meno a tentativi.
Indulgo in un bordino “autocelebrativo” che non sia troppo luminoso per non ammazzare il resto della foto… grigio ci può stare. Siccome pubblicherò su fondo bianco, il bordo grigio si perderebbe, quindi metto un ulteriore bordino nero …e questa è l’immagine finale:

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